INDICE ARTICOLO

Introduzione
Parametri di impermeabilità
Parametri di traspirabilità
Soluzioni e tipologie di tessuto
Per le donne i miei recapiti

INTRODUZIONE

Andare sulla neve è proprio bello, ma se non siete dei completi baluba vi sarete accorti che quella dannata neve bagna.
Forse all’inizio della giornata potrebbe anche non essere un problema, ma dopo qualche ora con il culone a mollo sono sicuro che anche il più stoico di voi getterebbe la spugna.

Ecco da qui l’esigenza di presentarsi agli impianti con un abbigliamento adeguatamente impermeabile, che permetta di godersi la giornata e non trovarsi zuppi come il fazzoletto di tua nonna quando ha scoperto che Albano e Romina si sono lasciati.

Ok, abbiamo cominciato col piede giusto.
La deduzione Sherlockiana l’avete avuta (la neve bagna!), ora facciamo uno sforzo in più e passiamo al secondo degli aspetti importanti per un capo da snowboard/sci.  

Esatto, c’è un altro aspetto importante oltre all’ impermeabilità.
I capi impermeabili e vi giuro COMPLETAMENTE impermeabili esistono da un pezzo, costano pure poco e si chiamano cerate.  

*SPIN OFF* Non so se vi sia mai capitato di pescare merluzzi nel mare del nord con una cerata gialla addosso, a tutti noi si visto che è uno dei requisiti fondamentali per lavorare da FreshFarm e vi giuro che non è una bella esperienza. Ma mica per il freddo glaciale, per il mal di mare, per gli ami grandi come l’uncino di Dustin Hoffman che ti sfrecciano di fianco al coppetto o per la puzza di pesce che dopo un pò diventa parte della tua anima.
Nulla di tutto questo.
E’ un’esperienza di melma perchè con ste diavolo di cerate va bene che non ti bagni con l’acqua da fuori, ma sudi talmente tanto che finisci più unto di una frittura nel giro di niente ed al primo spiffero finisci con la malaria fulminante.
*END*

Super deduzione numero due quindi, l’abbigliamento da neve deve essere traspirante.

Il grosso problema è combinare i due aspetti visti, ovvero creare un tessuto che da un lato faccia passare il sudore ma dall’altro non faccia entrare l’acqua.
Questo però è un dilemma che affronteremo dopo visto che ho già scritto la scaletta e non ho voglia di cambiarla.
Vediamo invece come si misurano impermeabilità e traspirabilità, visto che ogni tanto sentiamo metodi che sembrano usciti da un libro di Verne.  

PARAMETRI DI IMPERMEABILITA’

Prendi un pezzo di tessuto, mettici sopra un cilindro in vetro che abbia il diametro interno di un pollice (2.54cm) e riempi questo cilindro con dell’acqua. Fatti un giro, torna dopo 24 ore e controlla se l’acqua è passata attraverso al tessuto.

L’impermeabilità di un tessuto si misura quindi con la massima altezza d’acqua (in millimetri) versabile nel cilindro senza che la stessa acqua sia passata oltre al tessuto, dopo le fatidiche 24 ore.

Semplice e lineare.

Per legge un capo è definito impermeabile già a 1300 mm di altezza della colonna d’acqua.

Ora i più svelti si domanderanno: ma quand’è che mi pianto sulla giacca un metro e trenta di colonna d’acqua?
Se non te lo sei domandato nessun problema, puoi leggere la risposta senza pagare sovrapprezzi. 

Ovviamente tutta questa allegoria della colonna d’acqua serve a simulare la pressione esercitata.
Pensate che una donna di 60kg che cade in ginocchio sulla neve esercita sul tessuto dei pantaloni la stessa pressione di una colonna d’acqua di 13000 (tredicimila) millimetri di colonna d’acqua.
Il vostro culone sulla seggiovia, se avete della neve sotto le chiappe, fa subire ai vostri pantaloni una pressione di circa 5000 millimetri di colonna d’acqua. 

Ora capite perchè è importante avere valori di impermeabilità ben oltre a quelli di legge?

PARAMETRI DI TRASPIRABILITA’

Partiamo dicendo che la traspirabilità è la quantità di sudore disperso sotto forma di umidità in 24h, attraverso un lembo di tessuto di 1mq.

Ovvero quanto il tessuto è in grado di lasciar passare il vostro sudore, evitando l’instaurarsi di un clima subtropicale tra la giacca ed il vostro underwear.

Ovviamente se il vostro hobby è guardare la squadra del paese sotto la pioggia potete anche indossare un sacco del pattume, completamente impermeabile ma assolutamente non traspirante.
Tanto non vi muovete e tendenzialmente non sudate, sempre che il terzino destro figlio del panettiere la smetta di lisciare il pallone tutte le volte.

All’aumentare del movimento aumenta il sudore prodotto, da qui la necessità di un tessuto dall’alta traspirabilità.
Per attività estreme come l’alpinismo questo valore deve essere ai suoi massimi.

Meno sudore significa nessuna sensazione di umidità a pelle, nessun problema nel caso di esposizione a vento e freddo, miglior termoregolazione, e magari ti trovi pure la fidanzata eh.

Valori intorno ai 18.000 g/mq/24h sono già ottimi, mentre un’altra scala chiamata RET utilizza una suddivisione più semplice da leggere schematizzata in questo modo:

RET da 0 a 6: tessuto estremamente traspirante

RET da 6 a 13: buono o molto traspirante

RET da 13 a 20: soddisfacente o traspirante

RET da 20 a 30: insoddisfacente o appena traspirante.

Ma nessuno se la caga.

SOLUZIONI E TIPOLOGIE DI TESSUTO

La vostra più grande fortuna, oltre ad avere noi (sono asceso al grado di pluralità) che scriviamo questi bellissimi articoli, è il fatto che una goccia d’acqua è decisamente più grande delle particelle che compongono il vapore. Calibrando i pori del nostro tessuto impermeabile e traspirante è possibile quindi lasciare all’esterno pioggia e neve lasciando evaporare il sudore all’esterno.
Per dare due numeri, uno dei tessuti più famosi in questo ambito utilizza pori 20.000 volte più piccoli di una goccia d’acqua e 700 volte più larghi di una molecola di sudore.

Grazie all’utilizzo di laminati con questo tipo di membrana si creano capi dalle qualità eccellenti.
La seconda soluzione è la spalmatura dei tessuti standard con sostanze impermeabili, il risultato è solitamente inferiore come prestazioni ma decisamente più accessibile come costo.  

Solitamente i tessuti a membrana utilizzano un sistema a sandwich in più strati, dove lo strato più esterno si occupa della robustezza del capo e del suo aspetto estetico, lo strato subito sottostante è la membrana impermeabile e traspirante vera e propria mentre un eventuale terzo strato rende confortevole al tatto il tessuto ed aiuta lo smaltimento del sudore.
Questi accoppiamenti di tessuti permettono di creare capi con le caratteristiche desiderate, andando ad aumentare la resistenza nel caso di utilizzi gravosi, la traspirabilità se l’utilizzo è prettamente aerobico oppure portare l’impermeabilità al suo massimo per utilizzi in ambienti particolarmente ostili.  

Quella roba che le goccioline scivolano sul tessuto invece è un trattamento idrorepellente applicato esternamente al tessuto, dopo un po’ di utilizzo questo trattamento scompare e deve essere ripristinato.
Non ha nulla a che vedere con l’impermeabilità, che invece resta intatta fino al deteriorarsi del tessuto laminato.

Per i weekend warriors tutta questa tecnicità è perfino superflua, ormai ogni capo tecnico (anche spalmato) offre buone performances a prezzi accessibilissimi.
Sta alla sensibilità personale ed al tipo di utilizzo previsto scegliere capi più performanti in base alle necessità ed alle possibilità, aumentando il proprio comfort in tutte le situazioni incontrate in montagna.
Per situazioni e capi performanti intendiamo esattamente quello a cui state pensando voi.

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